
E' arrivata l'estate e le serate sono stupende. Finisco di lavorare alle 21 e non c'e' nulla di piu' rilassante di un drink con le amiche/colleghe di lavoro. Di solito non e' una cosa lunga basta un oretta o due di relax bevendo una birra, un the freddo o anche un Ice coffee. L'estate e' la stagione ideale per queste cose e cosi succede che torno a casa tardi, verso mezzanotte o anche piu' tardi.
Di inverno non esco mai. Le serate sono fredde e si gela e in piu' alle 21 e' gia buio pesto. Non vedo l'ora di ritornare a casa al calduccio. D'estate invece anche avendo il condizionatore in casa e' piu' bello stare fuori, chiacchierare, vedere la gente che passa...
L'unica cosa che mi dispiace e che cosi facendo trascuro un po' il mio Principe del buio, dato che lui, lavorando la mattina, quando io torno a casa si e' gia ritirato a dormire. Mi sento un' pochino in colpa a lasciarlo cosi da solo dopo averlo abituato a sentirci ogni sera. E poi mi manca, mi manca tantissimo l'averlo qua vicino a me. Non vedo l'ora che arrivi agosto cosi la sera a bere la birra e il the freddo potremo andarci insieme io e lui e fare lunghe passeggiate nel centro di Ljubljana, sulle rrive del fiume e rilassarci ascoltando i musicisti che suonano nella piazza… uffa. Vorrei che fosse gia' Agosto.

Ho scoperto di essere stata una dei prescelti dalla maestra Dreamt e quindi con grande gioia adempio al mio dovere.
Il primo "disco" acquistato?
Modern Talking – The Second Album
L'ultimo disco ascoltato?
Therion – Live In Midgard
La tua copertina preferita?
troppe tanto per dirne una Opeth – Ghost Reveries
La miglior colonna sonora?
Ce ne sono tre: Pulp Fiction, Strange Days, The Crow
Il peggior cantante di tutti i tempi?
Ce ne sono tanti ma mi e' venuto subito in mente DJ Francesco
La peggior cantante di tutti i tempi?
Ce ne sono tante, ma tanto per nominarne una che e' famosissima e non se lo merita Britney Spears
Il peggior gruppo di tutti i tempi?
Potrei nominare tutte le boy band
Il miglior cantante di sempre?
Nick Cave
La miglior cantante di sempre?
Edith Piaf
Miglior gruppo di sempre?
Pink Floyd
La canzone che vorresti fosse stata scritta per te?
Type O Negative – Black No.1
La canzone che ti fa venire in mente l'infanzia?
Carletto il principe dei Mostri
La canzone che riassume la tua adolescenza?
Don't Cry – Guns n' Roses
La canzone con cui vorresti addormentarti?
Sopor Aeternus And The Ensemble Of Shadows – Shadowsphere II
La canzone che vorresti per un tramonto?
Otis Redding – Sitting On The Dock Of The Bay
La canzone più brutta di tutti i tempi?
DJ Francesco – Il Capitan' Uncino
La canzone che non vorresti sentire mai più?
La stessa di prima
La canzone che ti mette ottimismo?
Nick Cave – Opium Tea
La canzone che vorresti al tuo matrimonio?
Billy Idol – White Wedding :-P
La canzone che vorresti al tuo funerale?
Pink Floyd – Comfortably Numb
La canzone che descrive un momento della tua vita?
Green Day – Basket Case
La canzone che più ti piace nella collezione dei tuoi genitori?
Non una canzone ma un' album: Pink Floyd – Dark Side Of The Moon
La canzone che piace ai tuoi genitori nella tua collezione?
Proprio una canzone specifica non so, ma so che a mio padre piace Vovin dei Therion e gli piacciono i Nightwish.
Fear Of The Dark – Iron Maiden …no scherzo…nessuna
Il miglior duetto?
Mina & Celentano
La canzone da dedicare a chi non la pensa come te musicalmente?
Bob Dylan – Live And Let Die
Oggi voglio rendere omaggio a questa canzone stupenda di John Lennon. La sentirete spesso inquesti gorni dato che i Green Day ne hanno fatto una cover...abbastanza carina direi e il video e bello pure quello. Ma l'originale e' sempre l'originale. Ma non ci fa riflettere il fatto che 40 anni fa si battevano per le stesse cose per le quali ci battiamo ancora oggi... c'e' ancora speranza per il mondo? Voi che dite?
Working Class Hero
As soon as your born they make you feel small,
By giving you no time instead of it all,
Till the pain is so big you feel nothing at all,
A working class hero is something to be,
A working class hero is something to be.
They hurt you at home and they hit you at school,
They hate you if you're clever and they despise a fool,
Till you're so fucking crazy you can't follow their rules,
A working class hero is something to be,
A working class hero is something to be.
When they've tortured and scared you for twenty odd years,
Then they expect you to pick a career,
When you can't really function you're so full of fear,
A working class hero is something to be,
A working class hero is something to be.
Keep you doped with religion and sex and TV,
And you think you're so clever and classless and free,
But you're still fucking peasents as far as I can see,
A working class hero is something to be,
A working class hero is something to be.
There's room at the top they are telling you still,
But first you must learn how to smile as you kill,
If you want to be like the folks on the hill,
A working class hero is something to be.
A working class hero is something to be.
If you want to be a hero well just follow me,
If you want to be a hero well just follow me.
Eroe Della Classe Operaia
Appena sei nato ti hanno fatto sentire mediocre,
Negandoti il tempo anziché dartene,
Finquando il dolore è cosi grande che non senti più nulla.
Essere un eroe della classe operaia è qualcosa da imitare,
Essere un eroe della classe operaia è qualcosa da imitare,
Ti picchiano a casa e ti colpiscono a scuola,
Ti odiano se sei intelligente e ti snobbano se sei ingenuo.
Fino a quando sei cosi pazzo da non poter seguire le loro regole.
Essere un eroe della classe operaia è qualcosa da imitare,
Essere un eroe della classe operaia è qualcosa da imitare.
Dopo averti torturato e spaventato per venti strani anni,
Si aspettano che tu scelga una carriera,
Mentre tu non sei nemmeno pronto perché sei cosi pieno di paura.
Essere un eroe della classe operaia è qualcosa da imitare,
Essere un eroe della classe operaia è qualcosa da imitare.
Ti fanno e drogano di religione, sesso e TV
E tu pensi di essere intelligente, privo di connotati e libero
Ma sei ancora un fottuto normale cittadino a quanto vedo
Essere un eroe della classe operaia è qualcosa da imitare,
Essere un eroe della classe operaia è qualcosa da imitare.
C'e' ancora posto in cima, continuano a dirti
Ma prima devi imparare come sorridere mentre uccidi.
Se vuoi essere come la gente sulla collina
Essere un eroe della classe operaia è qualcosa da imitare,
Essere un eroe della classe operaia è qualcosa da imitare.
Se vuoi essere un eroe, devi solo seguire me.
Se vuoi essere un eroe, devi solo seguire me.



Tutti sanno chi e' Anna Frank, e in moltissimi hanno letto il suo diario che rivelava le atrocità dell' olocausto dal punto di vista di una ragazzina sul punto di trasformarsi in una donna.
La scorsa settimana e' stato publicato un altro diario e l'autrice è stata subito battezzata come la Anna Frank Polacca. La ragazzina in questione è l'allora quattordicenne Rutke Laskier, che scrisse il diario tra il Gennaio e l' Aprile del 1943.
«La corda attorno a noi si stringe sempre di piu'. Mi sto trasformando in un' animale che aspetta la morte», scrive pochi mesi prima di essere deportata ad Auschwitz.
Dopo più di 60 anni il diario è stato publicato, e tra le pagine si scopre una ragazzina che svela i suoi primi problemi di adolescente, i primi amori e l'attesa per il primo bacio. Cose e problemi normali, che pero' si contrapongono alle atrocità di cui lei è testimone ogni giorno.
«Semplicemente non posso credere che un giorno avrò il permesso di lasciare questa casa senza indossare la stella gialla. Non riesco nemmeno ad immaginare che questa guerra un giorno possa finire. Se questo succederà, credo che impazziro' dalla gioia. La poca fede che ancora avevo è stata completamente persa. Se Dio esistesse, non avrebbe potuto permettere che degli esseri umani fossero buttati vivi nelle fornaci, e che le teste dei bimbi venissero schiacciate dai calci dei fucili, o che gli stessi venissero messi in sacchi e lasciati morire nelle camere a gas.» Questo scrisse il 5 febraio del 1943.
Nel west le notizie delle camere a gas in quel periodo, ancora non erano trapelate del tutto, ma a qaunto pare riuscirono a filtrare nel ghetto di Bedzin, vicino ad Auschwitz, dove lei viveva.
«Credo che la donna che sia in me stia sbocciando. Questo significa che ieri mentre facevo il bagno e l'aqua sfiorava il mio corpo, ho provato un grande desiderio di essere accarezzata dalle mani di qualcuno. Non so cosa fosse, non ho mai avuto questa sensazione prima.»
Lo stesso giorno, lei sprofonda di nuovo nella realta ordierna, scrivendo di come ha osservato un soldato nazista strappare un neonato dalle mani della madre, ed ucciderlo a mani nude.
Rutka conobbe Stanislava Sapinska dopo che la sua famiglia dovette trasferirsi nel ghetto di Bedzin. La casa nella quale la famiglia di Rutka viveva era di proprietà della famiglia di Sapinska, e questa conobbe Rutka quando questa venne a controllare la sua casa. Le due ragazze: una ebrea, l'altra cristiana, divennero buone amiche. Cosi Rutka chiese a Stanislava di nascondere il diario e conservarlo, nel caso le sucedesse qualcosa, affinché tutti sapessero delle atrocita subite dagli ebrei.
Sapinska ha nascosto il diario sotto il pavimento in legno della sua casa occupata a quel tempo dalla famiglia di Rutka, e dopo la guerra lo reclamò, custodendo poi lo stesso nella libreria di famiglia per più di 60 anni e tenendolo come un ricordo prezioso, decisa a non farne parola, credendo che fosse troppo privato per renderlo di dominio publico. È stato il nipote che l'ha convinta, insistendo che era un referto storico troppo importante, a renderlo publico l'anno scorso.
Il diario poi e' stato aanalizzato ed autenticato dagli esperti studiosi e dai sopravissuti all'Olocausto.
Nel 1943, Rutka aveva la stessa età di Anna Frank.
Il padre di Rutka, Yaakov, fu l'unico della famiglia a sopravvivere allo sterminio. Morì nel 1986.
Ma a differenza del padre di Anna, egli ha tenuto sepolto dentro sé i suoi terribili ricordi del passato. Dopo la guerra si trasferì in Israele, dove si risposò e si fece una nuova famiglia. La sua figlia israeliana, Zahava Sherz, ha dichiarato che suo padre non parlava mai degli altri suoi figli, e che è stato proprio il diario in questione a farle conoscere la famiglia perduta, che non aveva ma conosciuto.
«Ho la sensazione che stò scrivendo per l'ultima volta. C'e' un Aktion (un operazione di rastrellamento nazista) in citta. Non ho il permesso di uscire, e stò impazzendo reclusa in casa. Da un paio di giorni c'e' qualcosa nell'aria. La città sta aspettando qualcosa con grande trepidazione, e quest'ansia da attesa è la cosa peggiore che possa capitarmi. Vorrei che finisse questo tormento! Questo e l'inferno! Cerco di scappare e di non pensare al domani, ma i pensieri continuano a tormentarmi come mosche. Se solo potessi dire che e' finita, sapendo che si deve morire una volta sola… Ma non posso, perchè, nonostante tutte queste atrocità, voglio continuare a vivere, e aspettare il mio domani. Anche se questo significa aspettare Auschwitz o il campo di lavoro. Ma non devo pensare a queste cose, perciò ora contnuerò a scrivere di cose personali.» Questo scrisse Rutka il 20 febraio del 1943, mentre i nazisti stavano radunando gli ebrei fuori di casa sua per deportarli.
Ma comunque non furono queste le ultime parole che lei scrisse. L'ultimo pensiero scritto risale al 24 aprile del 1944: «Che noia. È tutto il giorno che stò camminando su e giù per la stanza. Non ho nulla da fare.»
In agosto, lei e la sua famiglia furono deportate ad Auschwitz, dove lei probabilmente fu uccisa subito dopo il suo arrivo al campo di concentramento.
Sei milioni di ebrei furono uccisi dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo che essere stati segregati nei ghetti delle città, dopo che fu reso loro impossibile svolgere la maggior parte dei lavori normali, e dopo che furono costretti ad indossare sempre un segno di riconoscimento, la tipica stella gialla.
Per adesso non credo che libro si trovi già in lingua italiana, tant' è che questo post l'ho scritto grazie ad un paio di articoli in inglese trovati su internet. Comunque non vedo l'ora di poterlo leggere, anche perchè il diario di Anna Frank era uno dei miei libri preferiti quando ero ragazzina.






