Spire di nicotina che m'annebbiano il cervello, tasti che si muovono complusivamente, il coltello della lontananza, le ferite mai rimarginate della nostalgia; il cuore, spaccato e poi rimosso, che tu mi hai portato via, in parte o in totale, io non lo capisco.
Io non ho desideri grandi da chiederti, né moine da presentarti.
Solo, che mi sia concesso, d'amarti come ogni giorno ti amo e come ogni momento lugubre, oscuro, senza di te, io sento che sia per te sola, per i tuoi sorrisi, per il tuo cervello, per le tue rassicurazioni, i tuoi dubbi, la tua indecisione.
E sei sempre come l'astro nascente d'ogni mattina che cresce dal mare, e alla sera, inevitabilemente ne viene ingoiato.